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Numero di uscita: 42 | mercoledì 9 gennaio 2013

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 Intervista

L'ultima fatica della Banda Fratelli

Tutto il lavoro che c'è stato dietro "Buongiorno, disse il metronotte", il nuovo disco fresco di uscita
a cura di Lorena Ramonda
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GIU 20 2011

Loro sono un gruppo che piano piano han fatto parlare di sé e della loro musica che è un'ondata di freschezza e irriverenza nel panorama musicale cuneese. Hanno da poco fatto uscire un disco che colpisce per la meticosità di realizzazione a partire dal curioso packaging che da solo merita di essere acquistato. Sono la Banda Fratelli e, curiose, siamo andate a chieder loro cosa c'è stato dietro questo prodotto. 

Partendo dall'ultimo disco uscito "Buongiorno, disse il metronotte", quanto lavoro in termini di tempo c'è voluto e da chi siete stati seguiti come produzione?

Andrea Bertolotti: Si parla praticamente di due anni, se partiamo da quando abbiamo iniziato a comporre le canzoni. Poi la fase realizzativa e il momento in cui siamo stati seguiti da un produttore artistico, Fabrizio Chiapello di Transeuropa, è durata cinque mesi.
Carlo Banchio: Ci siamo incontrati con lui a settembre...
Andrea: ... e a marzo il prodotto era concluso.
Matteo Bonavia: Non c'è stata proprio una frequentazione assidua, nel senso sono stati cinque mesi dove ci si è incontrati, lui ha ascoltato e poi abbiamo fatto delle sessioni.
Andrea: Cmq è stato un lavoro a quattro mani, Banda Fratelli più Fabrizio Chiapello. È stato, secondo noi, non solo fruttuoso, ma anche molto divertente, nel senso che lavorare con un professionista di quel calibro dà la percezione di cosa significhi veramente fare un prodotto di qualità elevata.
Carlo: Per la precisione, abbiamo registrato le parti musicali da Luca "Tex" Testolin a Manta sempre con la supervisione bene o male di Fabrizio, e poi abbiamo fatto le voci a Transeuropa.

Come siete arrivati a lavorare con lui?

Andrea: Ne avevamo sentito parlare, passaparola diciamo. Io ho cercato su Internet il numero di Transeuropa che ha due studi: uno che è il vecchio classico Transeuropa, e uno, invece, che produce, sostanzialmente, le major. Noi abbiamo contattato Transeuropa vecchio stile e ci ha risposto lui che direttamente al telefono ascoltava "Topolino", "La mostarda ci godeva" e diceva «Qua si potrebbe migliorare..., qua si potrebbe fare... Ok, vengo a sentirvi così ne parliamo». Pochi giorni dopo è venuto a sentirci a un concerto a Torino per Reset Festival e abbiamo iniziato a lavorare insieme.

Come vi siete mossi per promuoverlo? Mossa astuta quella del concorso, stanno arrivando opere da tutta Italia, un bel modo per sponsorizzarsi in modo non invasivo.

Matteo: Uno ci sperava che prendesse piede così, perchè in realtà i primi mesi...
Carlo: Intanto spieghiamo cos'è: si tratta di un concorso di grafica e illustrazione che si chiama "Buongiorno, disse il metronotte". Viene dato ai partecipanti la figura del metronotte, in formato digitale, su cui ognuno può ricamarci quello che vuole.
In realtà all'inizio è stato molto sofferto, cioè non facciamo tanto i fighi perché i primi giorni dicevamo "Ma nessuno partecipa al nostro concorso!" e poi è partito e il passaparola sta funzionando, tanto che abbiamo di deciso di prorogarlo fino al 21 agosto quando sarebbe dovuto finire il 21 giugno.
Per la promozione "classica", invece, abbiamo iniziato da poco un percorso con New Model Label di Govind Khurana, che è un'etichetta di Ferrara che fa anche ufficio stampa, legati anche alla ControRecord che è l'etichetta di Torino con cui abbiamo fatto uscire il cd.
Andrea: La promozione, in realtà, per un gruppo del nostro livello, si basa anche tanto sui concerti, quindi appena abbiamo avuto il supporto audio da mandare, l'abbiamo spedito a più persone possibili in modo da riuscire a portare questa musica in giro per l'Italia.
Carlo: La New Model Label curerà, inoltre, anche la distribuzione digitale. C'è da aspettare ancora un pochettino poi sarà anche su tutti i portali, iTunes, etc..

C'è stata anche un'aggiunta di un tastierista, Enrico Y Gallo: indice di voler sperimentare nuove sonorità?

Andrea: Era un'evoluzione che si sentiva, era già nell'aria da parecchi mesi. Sentivamo il bisogno di crescere sia in quantità che in qualità e quindi era necessario uscire un po' dal concetto di gruppo "pochi ma buoni" e cercare di diventare una vera band, non che prima non lo fossimo, però effettivamente adesso...
Matteo: Fino all'ultimo non sapevamo bene, poi ci siamo trovati davanti a un prodotto dove essere in tre non era più sufficente.
Andrea: Durante le registrazioni abbiamo chiesto ad Enrico di registrare delle parti di tastiera su dei pezzi che gli abbiamo mandato senza tastiera e gli abbiamo detto "inventa tu". Quello che ha fatto ci è piaciuto dal primo minuto.
Enrico: È stato bello, non me l'aspettavo. Era un periodo che con i Geff era un po' calma piatta. Ho iniziato a collaborare con loro per il disco. Poi con i Geff purtroppo è finita, e quindi sto continuando con la Banda e son contento perché avevo voglia di cambiare ambiente, genere, divertirmi. È una cosa che mi ha fatto molto piacere!

Avete, invece, mai pensato di passare dal cajon ad una batteria acustica?

Matteo: Il cayon si presta bene quanto una batteria a livello di accompagnamento e sezione ritmica, quanto per la facilità di "entrare" in qualsiasi locale. Anche in locali piccoli riusciamo a suonare senza problemi e in molti casi la cosa fa comodo.
Andrea: Poi, secondo me, c'è anche un impatto scenografico che è interessante, cioè il fatto che noi siamo sempre in fila sul palco, siamo tutti davanti, suoniamo tutti in prima posizione. Ogni tanto cerchiamo di trasmettere quest'idea teatrale. Uno dietro la batteria rimane sempre in seconda linea.

Riconoscete dei traguardi importanti raggiunti fin'ora?

Carlo: Col passare degli anni, il nostro pubblico è sempre più folto, sempre più attento. Le persone che vengono ai nostri concerti sono sempre più esigenti e questo ci spinge a migliorare. Soddisfarle, quando ci riesce, è il traguardo più importante raggiunto fino ad ora. Quando poi si viene apprezzati dagli "addetti ai lavori" come fonici, organizzatori di eventi, musicisti, etc.. è una grandissima soddisfazione.

Il prossimo obiettivo che vi siete prefissati di raggiungere?

Andrea: Abbiamo iniziato ad ascoltare e valutare i primi pezzi nuovi quindi siamo già in fase di creazione.
Enrico: L'obiettivo sarebbe riuscire, con questo disco, ad avere un po' più di notorietà.
Matteo: Riuscire ad avere visibilità un po' su tutto il panorama nazionale. Cominciare ad affermarci qua in Piemonte e poi cominciare ad uscire anche un po' fuori.

E noi gliel'auguriamo perché le carte in regola ce le hanno e l'hanno dimostrato quella sera stessa sul palco del Nuvolari dove si sono esibiti in un concerto divertente e coinvolgente com'è nel loro stile, raccogliendo pareri favorevoli dal pubblico accorso.

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