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 Intervista

Un contratto per gli Antifurto

Gli Antifurto firmano per la Enjoy Records di Milano
a cura di Lorena Ramonda e Andrea Ceraso
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AGO 28 2008

Nel gennaio 2008 nasceva un'etichetta indipendente milanese, la Enjoy Record, come supporto ai gruppi emergenti offrendo loro la distribuzione della musica su varie piattaforme internettiane. La prima selezione di gruppi ha dato risultati soddisfacenti, tant'è che s'è passato ad una seconda selezione. Ed è qui che il percorso degli Antifurto, gruppo crossover nu-metal di Cuneo, si scontra con quello della Enjoy Record.

Com'è avvenuto il passaggio ad un'etichetta discografica?
Siamo stati contattati tramite MySpace dalla Enjoy Record che ci hanno proposto un contratto di distribuzione discografica dell'EP, (U.S.A. e getta, ndr). In seguito a contatti telefonici e via e-mail, abbiamo fissato un incontro a Ferrara per discutere il contratto insieme ai soci della casa discografica e lì abbiamo firmato. Successivamente, sempre lì a Ferrara, abbiamo anche fatto un videoclip che verrà utilizzato come presentazione della band tramite Internet e TV satellitari a livello italiano.

Come ha fatto la Enjoy Record a trovarvi?
Grazie ad un agenzia che seleziona gruppi emergenti in tutta Italia. Su 2400 gruppi italiani emergenti, quest'agenzia ne ha selezionati undici e tra questi il nostro che risultava rientrare nelle loro specifiche. Da lì la Enjoy Record ha rintracciato il nostro MySpace tramite il quale è avvenuto il primo contatto. Dopodichè telefonicamente e tramite la mia e-mail personale abbiamo deciso tutto quello che c'era da fare.
Ci hanno inviato via mail la copia del contratto discografico che abbiamo, compreso di tutto quello che c'è intorno ad esso, poi ufficialmente firmato a Ferrara. Grazie a questo noi possiamo liberatamente distribuire il nostro pezzo a chiunque sempre, però, citando la Enjoy Records in un'intervista o un concerto.
Il primo contatto c'è stato a metà maggio, mentre la proposta ufficiale è avvenuta a giugno e a metà luglio abbiamo firmato il contratto. Avrà una durata iniziale di un anno e in base a come il prodotto verrà ascoltato su Internet, se la Enjoy Records lo riterrà opportuno, ci sarà un secondo contratto più preciso di produzione e distribuzione del disco vero e proprio.

Com'è cambiato il modo di lavorare? Vi trovate bene?
Da quando abbiamo firmato il contratto l'impegno è duplicato perché è aumentata la voglia di suonare, di creare e fare e adesso stiamo sperimentando delle melodie diverse anche perché comunque arriviamo tutti da quattro generi diversi: metal, punk, grunge e hip hop.
Il 10 settembre parteciperemo alla seconda parte del Tour Music Fest, un concorso nazionale di musica emergente. Abbiamo passato la prima selezione a inizio giugno a Torino davanti a una commissione che ci ha fatto suonare live, una cosa, per noi, molto positiva perché comunque è qui che si capisce se un gruppo è bravo o non è bravo, originale o meno. La demo uno la può taroccare, elaborare, invece il live è effettivamente quello che il gruppo riesce a fare. Durante quella serata suoneremo due pezzi per presentare il tutto, poi verranno esposti i risultati su Internet. Se saranno positivi andremo in finale a novembre al Piper di Roma , alla finalissima quella seria.

Cos'avete combinato in quest'anno?
In questo anno abbiamo scritto e provato molto, ma cosa più importante abbiamo fatto l'EP, registrandolo a febbraio di quest'anno al Modulo Studio di Cuneo.

Come progetti futuri? Avete in programma di realizzare un disco vero e proprio?
Ora stiamo lavorando per il Tour Music Fest per fare la migliore presentazione possibile. Dopodichè, speriamo al più presto di tornare in studio, preparare altre canzoni e fare un secondo EP oppure completare quello esistente per fare un disco vero e proprio sperando il prima possibile di poterlo distribuire in giro, durante concerti, o trovare qualche negozio di dischi disposto a metterlo in vendita per farci conoscere.

Come vedete attualmente il mondo discografico? È abbastanza rappresentativo di quella che è la realtà emergente?

Personalmente penso che la situazione in Italia, in questo momento, sia una grandissima merda per il fatto che in Italia abbiamo il brutto difetto che non ci piace andare a cercare i gruppi nuovi, cosa che, invece, in Germania e Giappone sta spopolando. Infatti molti gruppi, tra i quali Linea 77, prima di spopolare in Italia hanno fatto successo in Giappone. Io credo che qui in Italia siamo troppo legati al passato.
Non abbiamo voglia di cambiamenti, vogliamo rimanere nelle stesse cose, se una canzone hip hop è orecchiabile va bene, se una canzone è stupida ci andiamo a nozze. In Italia mangia soltanto chi è raccomandato o ha dato i soldi.

Detto questo secondo voi l'Italia fa qualcosa per sostenere i suoi gruppi emergenti?
Fanno tanti concorsi, ma non danno nessun riscontro futuro. Ad esempio Suoni Emergenti è un ottimo concorso perché comunque ti da la possibilità di esibirti, il vincitore va a registrare il suo EP, oltre a quello, però, non c'è più niente. Il Tour Music Fest è diverso, ma non ci scappa più di tanto perché il vincitore avrà la produzione e la distribuzione di UNA canzone in 2.000 copie in tutta Italia. 2.000 copie in tutta Italia sono relativamente poche. Quindi tanto vale che uno arrivi secondo che invece prende soldi e magari con quei soldi va in un studio a registrarlo bene e poi ha dei soldi in più per pubblicizzarlo.

Non pensi che, in realtà, il fatto che vengano pubblicate 2.000 copie sia perché obiettivamente in questo momento il mercato di dischi è saturo quindi forse non è tanto il problema delle 2.000 copie quanto piuttosto il fatto di pubblicizzarlo in un'altra maniera, ad esempio sul web?
Sì, questo è verissimo, però come giustamente ci hanno detto anche quelli della Enjoy Records, che,

se negli altri stati il presente della musica è il web, ad esempio itunes che permette di scaricare a costo basso, ma in modo legale, in italia siamo indietro.
Magari ci arriveremo tra cinque o sei anni, non è detto. Però, in Italia siamo ancora indietro, la gente va in un negozio di dischi, lo strapaga e magari di quel disco poi gli piacciono tre canzoni. Un altro problema, secondo me, è proprio il costo del CD che rispetto al reale costo di produzione è triplicato. Solo che lì ci sono le case discografiche che vogliono succhiare il più possibile.

E sapendo questo avete, però, firmato un contratto con una casa discografica...
Noi abbiamo firmato questo contratto con la speranza che ci sia la possibilità di farci più pubblicità possibile. Io sono per la distribuzione della musica libera, basso costo, in modo che la gente si possa permettere di scaricare una canzone, la paga poco ed è legale.

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