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 Intervista

I Bad Bones si raccontano

"Non più draghi e fate, ora vogliano musica che parli di noi"
a cura di Lorena Ramonda
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FEB 2 2009

Bad Bones, Bad Bones, Bad Bones Boogie. Un fenomeno i Bad Bones, tecnica ed esperienza musicale li caratterizzano al primo ascolto. Un nome uscito dal nulla che subito porta a pensare ad un famosissimo gruppo americano. Invece loro sono di Cuneo. L'accento non mente. Chi sono e da dove saltano fuori? Li abbiamo, così, incontrati per far loro due domande. Ma la foga di Steve & Family si è presa tutta la scena. Domande comprese. Li abbiamo perciò lasciati parlare.

La band è nata da un anno ma siete diventati subito degli idoli. Questa cosa come ha avuto inizio?

STEVE: Il gruppo è uscito in sta maniera qua: c'eravamo io e Meku negli Anthenora, Lele suonava nei Mirsie. Io poi suonavo anche nei White Skull. Io e Lele da 15 anni non suonavamo insieme e a me quello è sempre dispiaciuto perché comunque non poter suonare con mio fratello per me è un dispiacere. Meku è il mio migliore amico da una vita. A un certo punto succede che ci siamo detti "Ma.. va beh, proviamo a fare qualcosa noi tre e vaffanculo!". Però non riuscivamo a trovare un cantante, perché capisci? quando tre persone sono così legate come noi è difficile inserire un quarto elemento perché la storia della mia vita è profondamente incrociata con la sua e con quella di Meku ed è difficile capito? Quindi abbiamo iniziato a cazzeggiare un po' così ... sai uno sfogo... poi un bel giorno la cantante dei White Skull, che aveva anche un altro gruppo di Torino e, facendo già parte dei White Skull, non riusciva più a provare tanto con loro ed erano in una situazione un po' così mi fa "Guarda Steve io ho una data con loro, abbiamo pochissimo repertorio. Hai voglia di venire con Lele e Meku... fate qualche cover prima di noi?" e le faccio "Ok va bene ma chi è che canta.. canti te?" e lei mi fa "Ma no, fa cantare Meku" e io le ho detto "Va beh, aspetta che sento Meku".... "Meku hai voglia di cantare?" "Sì, canto io" e le dico "Quand'è questa data?" e lei mi fa "È giovedì prossimo" e io faccio "Ah va bene"... siam nella merda. Cosa succede? C'era la festa del 1 maggio... faccio "Va beh andiamo in saletta e tiriamo giù qualcosa". Siamo andati in saletta, abbiamo provato a fare Rock and Roll dei Led Zeppelin ed è nata "Poser" e dopo un po' è nato metà del disco di come tu lo senti adesso. Perché? Perché, come direbbe Roy, il nostro amico indiano che c'è in America, gli spiriti son scesi tra noi, hai capito? C'era l'energia giusta e noi non lo sapevamo. È nato tutto così, cioé, mentre tiravamo giù i riff, scrivevamo i testi, era tutto così. Poi siamo andati a fare quel concerto e tutti si aspettavano che noi facessimo cover. Noi non avevamo neanche un nome!
MEKU: Cioé, ripassavamo i pezzi in macchina...
STEVE: Sì, avevamo una cassettina registrata... e quella sera lì abbiamo inziato a suonare e, minchia, la gente ha iniziato a saltare sui tavoli, a fare bordello no? Cioé a fare un casino della madonna. Finito il concerto Eli mi fa "Ma Steve, mi hai detto che non avevi niente di pronto.. porca puttana!" e io gli ho detto "No, ti giuro che sta roba qua è venuta fuori in un pomeriggio" e lei mi fa "Steve se non vai avanti con questa roba qua sei un coglione". Allora la storia ha iniziato a prendere una sua fisionomia e vedevamo che ogni cosa che facevamo, non si sa perché, c'era un ritorno.. cioé facciamo un concerto... c'eran cinque persone? quelle cinque persone lì facevano casino, il locale era contento, al concerto dopo ce n'erano quindici ok? e andava esponenziale. Poi succedevano cose tipo, non so, io e Meku andiamo a Milano per fare una serata al Rock'n'Roll, mi presentano Davide Mozzanica, gli do il cd in mano e Davide Mozzanica mi guarda e mi dice "Sì, vuoi venire a suonare al Rock'n'Roll a Milano?" e gli ho detto "Ma non hai ancora sentito la roba. Magari ti faccio schifo" e lui mi fa "Con quelle facce lì fate roba figa"
MEKU: Cioé, c'è gente che ci avrà provato penso cinque o sei anni a suonare in quel locale..
STEVE: Facciamo la serata al Rock'n'Roll, minchia, Mozzanica arriva esaltato e ci da la data allo Zoe. Oppure arriviamo a Los Angeles, andiamo un po' a bere al Whisky a Go Go tranquilli e la settimana dopo suoniamo al Whisky a Go Go. Ma noi non siamo andati là per suonare, noi siamo andati là per ubriacarci, per vedere i posti storici del rock. Tanto che noi quella sera lì al Whisky quando io gli ho dato il cd a Celina, Celina mi ha detto "Va beh, dai io lo ascolto", ho detto "Ma lo ascolti veramente?" "Sì, si ti lascio il mio numero". Mi ha dato il numero, Celina è la manager del Whisky, e mi ha detto "Chiamami lunedì". Ma noi eravamo così sicuri che tanto non ci avrebbe cagato, perché il Whisky a Go Go è uno dei locali più famosi del mondo, che noi sai cosa abbiamo fatto? Abbiamo fatto otto ore di macchina e siamo andati a Las Vegas a devastarci per due giorni e il lunedì mattina, meno male che c'era Lele, mi fa "Cazzo, ma hai chiamo Celina?" "Ma sì, va beh, chiamiamo". L'ho chiamata, sta qua mi dice "Oh, ragazzi volete suonare al Whisky?". Minchia, in quel momento lì io stavo per svenire. E le faccio "Oh, ma Celina noi venerdì torniamo in Italia" e lei mi fa "Vi faccio suonare giovedì sera". "Io non ho neanche la tracolla del basso che cazzo facciamo?", "Ci penso io, ci penso io". Noi ci siamo attraversati il deserto come dei pazzi, siamo tornati a Los Angeles, abbiamo affittato tutto l'ambaradam, tra l'altro poi è uscita un'altra data il mercoledì sera a Santa Monica, così abbiamo fatto Santa Monica mercoledì, Whisky giovedì e venerdì ce ne siamo tornati a casa.
MEKU: In dieci giorni di ferie negli Stati Uniti, compresi i due giorni a viaggiare direi che...
STEVE: E quest'estate quando siamo tornati è stata la stessa cosa però amplificata, perché amplificata su tre mesi e quindi oltre al Whisky e altre cose sono uscite altre 22 date, l'Hollywood Rock Convenction, che è una roba enorme, sono uscite cose fighe... cioé noi ci siamo fatti una base là, c'è Roy che ci da casa, abbiamo un furgone, una backline che è là che ci aspetta.. cioé per noi adesso andare a suonare in America è veramente spendere i soldi del biglietto e andare giù perché là è tutto a posto con bands americane che ci aiutano, che son diventati nostri fratelli. Là suonare è durissima, cioé poter suonare in Sunset Streep è una roba che è impossibile, è difficilissimo perché ci sono band che arrivano da tutto il mondo che vogliono andare a suonare lì capisci? e noi abbiamo avuto culo, abbiamo suonato due volte al Whisky. Là le bands ti aiutano capisci? Cioé noi suonavamo nei locali più piccoli le bands più conosciute della zona ci venivano a vedere se si prendevano bene ci facevano suonare con loro. Non è che noi siamo andati in America da fighetti con tutte le date fissate, con un manager: noi abbiamo mollato tutto, siamo partiti come i barboni e l'unico pensiero era quello "Noi andiamo giù e spacchiamo il culo". Piuttosto non c'ho i soldi per mangiare. piuttosto dormo sul furgone (abbiamo dormito un casino sul furgone), però io credo nella band e i Bad Bones è questa roba qua, per noi sta roba qua è una cosa importante, noi non abbiamo paura di niente, perché devo avere paura? C'è Meku, c'è Lele, c'è la mia famiglia, perché devo avere paura?. Anche quando vivevamo con le gang, abbiamo vissuto un mese in un quartiere malfamato sul porto e c'erano le gang, le gang ci volevano bene a noi, nessuno ci ha toccato, nessuno ci ha detto niente, loro, cazzo, ci hanno regalato la macchinetta del caffè, ci davano una mano. Perché se tu hai l'energia positiva in qualche maniera qualcosa succede. Per me quello che è successo in questo anno qua sono state le cose più belle che mi sono successe nella vita, ma nella mia vita io ho suonato con il batterista degli Iron Maiden, ho suonato al Gods of Metal, ho suonato in Germania, ho fatto cose grosse, ma non c'è paragone con quello che sto vivendo con i Bad Bones perché è una cosa completamente diversa, cioé siam partiti noi da zero, abbiamo suonato al Moby Dick a Pogliola, poi abbiamo suonato a Lesegno al Falò, poi abbiamo suonato al Red House, poi abbiamo suonato allo Zoe a Milano, poi abbiamo suonato al Whisky a Go Go e la gente ci ha aiutato, in America ci hanno aiutato, a Milano ci hanno aiutato, a Roma ci aiutano. Tutta questa bella cosa che abbiamo noi tre vogliamo divederla con tutti, per quello è importante che ci chiamamo Bones.
A noi l'America ci è servita, siam migliorati tantissimo, come gestione della band abbiamo imparato tantissimo, perché come tu vai là e fai il musicista e ti fai 22 date là e suoni con gruppi che sono anche più bravi di te e vedi che ce sono tanti che fanno anche molto più schifo di te acquisisci consapevolezza. Poteva anche andare di merda, ma nel nostro cervello sapevamo che andava bene e, infatti, è andata bene tanto che a maggio torniamo e torneremo ancora, probabilmente, in autunno. Là ormai è come se avessimo una base, c'è gente che ci segue, abbiamo un casino di amici. Tutto quanto è nato là. Molti giornalisti, quando ho lasciato i White Skull, mi sono venuti a casa a rompere i coglioni e a dirmi "Steve sei un coglione, molli una delle band storiche del power metal italiano per tornare a suonare nei pub?" e io gli ho detto "A me di che cazzo mi dici te io me ne frego. Questa roba qua è la mia vita. Io della mia vita decido io, se voglio andare a fare il barbone sotto i ponti, te devi farti i cazzi tuoi. Poi se ti arriverà un giorno un disco dei Bad Bones e me lo recensisci ricordati di quello che ti ho detto".

Io voglio le cose vere, io voglio andare sul palco e suonare una canzone che è mia, che è di Meku, di Lele, che parla di noi. Non voglio andare sul palco e parlare dei draghi e delle fate
. Non ho più voglia di entrare in studio e avere il produttore che decide tutto lui. Io voglio entrare in studio e dire "Oh tu, lavora, fa che cazzo ti dico io", e non ci mettiamo dentro il computer perché il bassista non è capace a suonare, o duecento tastiere e trecento chitarre... Quello che senti dei Bad Bones è quello che senti nei concerti. Un'artista quando fa una scelta non la fa così, se la fa, la fa col cuore.

 Bones viene usato da voi come un cognome, come se foste un'unica famiglia.

MEKU: Come spunto prendiamo un po' i Ramones. I Ramones, oltre essere una band, era proprio un movimento che c'era dietro. Il fatto che si fossero dati lo stesso cognome è importante per quello che avevano creato. Noi qua quello che stavamo cercando di fare era una roba così. Quindi Bones intende veramente un sacco di cose.
STEVE: L'immagine della band è la cosa che fa nascere tutto. Cioé io e Lele siamo fratelli veri. Io e Meku siamo fratelli di sangue.
MEKU: I nostri veri cognomi iniziano tutti e tre per B quindi era anche stato scelto per quello. Cercavamo proprio un qualcosa che ci legasse. Il teschio ha un significato particolare per il genere che facciamo che per noi è importante, tutto quello che abbiamo creato, come ideologia di gruppo, ci teniamo ad avere quell'immagine lì. Poi per carità ognuno di noi ha un'altra vita, però come band cerchiamo proprio di fare una roba così che non c'è nessuno che lo fa qua, soprattutto in provincia. Quest'idea qua non c'è, sono tutti individuali.

Quindi voi avete tutti e tre questa passione per i Ramones. Qual'è, secondo voi, la lezione che si può imparare, aldilà del gusto musicale, dai Ramones?

STEVE: I Ramones sono come le M&Ms. Te le apri e ne butti giù una dietro l'altra e so tutte fighe. Cioé Ramones son tre accordi, non c'è niente. Non c'è sovrastruttura, non c'è un cazzo. Son tre in jeans e giubbotto di pelle, no? Hai capito? Non c'è tutta quella roba che è venuta poi dopo in cui c'era lo spettacolo, è una cosa minimale però è una roba come il pane e salame, non può non piacere. Sia io che Meku che Lele abbiamo avuto tante esperienze per tanti anni diversi. Io ho suonato tanto nel metal e anche Meku, lui era più sull'indie rock diciamo. Per esempio, nei White Skull, la musica è abbastanza complessa e piena di sovrastrutture, di sovraincisioni. I Bad Bones vogliono dire proprio rompere con questa cosa qua. Si registra in presa diretta.
MEKU: Un po' vecchio stile. I Ramones rappresentavano un movimento punk. Cioé questo significava "anarchia" per tutto.
STEVE: Poi noi non siamo un gruppo punk. Nel senso, ci sono delle influenze punk dentro, però poi alla fine noi siamo un gruppo hard rock. Come possono essere i Motorhead o gli AC/DC o i vecchi Guns'n'Roses. I Bad Bones nascono proprio da questa voglia di andare a rompere con tutto quello che abbiamo fatto fino al giorno d'oggi, all'anno scorso, perché poi la band è nata l'anno scorso. Questa cosa qua abbiamo visto che funziona, che si riesce a comunicare di più. Cioé, io ho fatto più in un anno con i Bad Bones che in tante altre situazioni in tanti anni, anche in proporzione in situazioni molto più grosse come potevano essere gli Anthenora o i White Skull, con i Bad Bones sto avendo di più. In un anno abbiamo fatto una tournè in America di 22 date, adesso abbiamo un po' di date in Europa, in Italia giriamo bene. Questo cosa vuol dire? Vuol dire che tu puoi farti una cosa tua nella quale credi, mandare a fanculo tutto il resto, anche se per mandare a fanculo il resto devi fare dei sacrifici perché comunque con i White Skull i soldi li beccavi, con i Bad Bones no, all'inizio. Con i White Skull suonavi al Gods of Metal davanti a 30 mila persone con i Bad Bones suonavi a Pogliola davanti a 10 persone, all'inizio. Però adesso con i Bad Bones faccio una data al Nuvolari a giugno tiro su 300 persone, che son tantissime. Faccio una data al Red House e ne faccio una al Temple Bar, in due date tiro su 900 persone.
MEKU: Si qua in Provincia ci dobbiamo ritenere fortunati per questo. Qua già è una rarità suonare, figurati! Chi suona fa le cover.
STEVE: Però la cosa bella è che si sta creando un movimento a Cuneo intorno, ok intorno a noi, però intorno a un certo tipo di musica. Io sto incontrando tantissime band che seguono un po' le nostre orme e questa è una cosa che, a me, fa un casino piacere. Tipo ieri sera ero a Saluzzo all'Irish, c'erano i Ready to Rock che a metà concerto, minchia, fanno "Ghost town Blues", un pezzo nostro, che non c'è neanche sul disco, però a forza di sentirlo dal vivo l'han fatta. E io ero felice di questo perché c'è un'unione tra noi, tra loro, tra altre trenta band che ci sono qua nei dintorni che, come noi, stan cercando di fare un discorso che sia diverso da quello che c'era prima no? Quindi un discorso di rock'n'roll, un discorso di band che fanno pezzi inediti, un discorso di andare anche nei locali, quelli che storicamente han sempre fatto passare le cover band, e fargli vedere che in realtà. dietro questa scena che si sta creando, c'è un movimento. Cioé ieri sera era imballato quel localino di Saluzzo, era piccolino ma era imballato. Quindi, cioé, la nostra idea è quella di, non solo portare avanti i Bad Bones, che è il nostro progetto, ma quello, poco alla volta, di aiutare tutti i gruppi che noi conosciamo, nostri amici, o che non conosciamo, ma che comunque fanno il nostro genere, quindi andarli a conoscere, cercare di aiutarli e creare veramente una scena qua. Perché qua, in questo momento, c'è la possibilità. Abbiamo fatto Metal Maniac Night a Verzuolo al vecchio Black Brew che adesso è il Temple Bar, un locale che ha una programmazione molto eterogenea. Gli ho proposto una Metal Maniac Night, lui ha voluto provare ed è andata strabene e abbiamo portato 500-600 persone là dentro che son tantissime, son tantissime. Gente che è venuta da Torino, ragazzi di Torino che io conosco da una vita che mi dicono "Porca puttana, ma che cazzo c'hai qua a Cuneo?"
MEKU: Noi pensiamo che a Cuneo più che mucche non ci sono..
STEVE: E invece no. E quindi questa qua è una cosa che è bella no? Perché comunque vedere che c'è una scena che sta nascendo all'ombra di tutto, ok? all'ombra di tante situazioni grosse che non hanno mai considerato più di tanto un certo tipo di genere. Anche una situazione come può essere il Nuvolari che magari ha un'impostazione più indie rock, invece l'estate scorsa ci ha dato la possibilità di suonare e giustamente Castoldi diceva "Cazzo, però è andata bene"
MEKU: Sì, "Avete fatto più gente voi che i Linea 77" (risata generale)
STEVE: E quello è figo capito? Perché vuol dire che, alla fine della fiera, la pasta fatta in casa piace ancora dalle nostre parti, ok? e non c'è più, come una volta, quel dire "Va beh, ma sono di Cuneo, son delle nostre parti" invece arriva la band da Milano "Minchia, son di Milano". Cioé non ci son più queste cose qua, anzi c'è proprio la voglia di dire "Oh, ragazzi siam di Cuneo. Adesso andiamo a suonare a Milano? Minchia, vaffanculo! Carico due pullman di gente, li portiamo su e gli facciamo vedere che gli spacchiamo il culo". Quella è l'idea, quella è la roba che sta passando nella gente, e la gente s'intrippa, la gente si prende bene, la gente mi dice "Minchia Steve così dobbiamo fare". E siam tutti amici, un circolo che si sta allargando. Abbiamo fatto Bar Bones. Bar Bones è un club che sta nascendo adesso perché un sacco di gente voleva venire a vedere i nostri concerti, anche fuori, anche lontano. Però non si conoscevano, non riuscivano spesso a organizzarsi oppure magari si organizzavano però facevano 40 macchine, che invece bastava essere organizzati si prendevano il pulmino, si sbronzavano come capre e non avevano neanche la palla di guidare no? Allora ho detto "Ma ragazzi perché non facciamo - non un fan club, perché a me quella parola lì mi fa incazzare - facciamo una cosa che siamo noi ok? Che siamo tutti uguali" Minchia, facciamo delle serate, ne abbiamo già fatte due, son andate benissimo. Ne abbiamo fatte una al Garage e abbiamo portato 40 persone un martedì sera, cioé la gente ha iniziato a conoscersi, a prendersi bene. Abbiamo fatto una tesserina, con quella tesserina lì loro hanno una maglietta e una targhettina militare e quindi con i soldi che ci danno ci sostengono, ci aiutano. Però, allo stesso tempo, è un modo per far conoscere le persone e per cercare di tirare avanti questa scena ok? quindi a quel punto lì dici "Ok c'è una realtà, prendiamo atto che c'è questa realtà qua a Cuneo, che esiste e diamogli una casa". E quindi adesso con i locali si sta inziando a collaborare. Per dire il Red House da febbraio in avanti, al giovedì sera, farà solo rock e sarà solo un certo tipo di rock nel senso band che fanno pezzi originali. Perché? Perché ci abbiamo suonato quattro volte e per quattro volte, in quattro mesi, là dentro c'è stato l'inferno e quindi, giustamente, Gianluca dice "Cazzo, questa roba funziona! Voglio puntare su sta roba qua".
MEKU: È un'opportunità anche per i ragazzi di qua dove non si suona mai questo genere di musica.
STEVE: Cioé si suonan le cover...
MEKU: Quindi è un'opportunità per tutti di suonare, farsi vedere, esprimersi. Cioé è una cosa importante. Qua siamo sempre stati soffocati da tutto, soffocati pure dai gruppi che vengono da fuori, Milano, zone limitrofe.
STEVE: No, ma poi c'era un movimento di merda.
MEKU: Anche se la band esiste da un anno, noi tre abbiamo suonato quindici anni in mille altri gruppi e abbiamo girato tutta Italia. Però purtroppo qua c'è proprio un po' quella mentalità lì, cazzo, esser chiusi...
STEVE: Non la gente, chi organizza le situazioni, perché la gente qua è buona. È più buona qua che in tante altre parti ok? Non è la gente che è chiusa, sono i locali che da sei o sette anni a questa parte hanno iniziato a fare fuffa di merda ok? C'han rotto i coglioni con ste cazzo di cover band che facevano da YMCA ai Ricchi e Poveri capito? Cioé locali che potevano avere una dignità son diventati delle balere?? Allora c'è tutto un sottobosco di gente incazzata no? che in questo momento sta dicendo "Mi son rotto i coglioni, vado a vedere i Bad Bones". Nel momento in cui è scattata questa scintilla nel cervello della gente, ecco che i Bad Bones sono diventati una realtà di Cuneo capito? Noi dobbiamo ringraziare che c'è sta roba qua, cioé noi siamo figli di quella roba lì, non siamo noi che abbiamo tirato fuori quella roba lì. C'è tanta gente che mi dice "Minchia, Steve state creando una scena". No, la scena c'era già, noi siam figli di quella roba lì, di quello sclero che dopo sei, sette anni si son frantumati tutti i coglioni, ok?
MEKU: Noi per primi (risata generale)
STEVE: Noi per primi. Cioé, capisci, andavamo a suonare magari in Svizzera con gli Anthenora e vedevamo una realtà di un certo tipo, andavamo in Germania con i White Skull e vedevamo una realtà di un certo tipo,

tornavo qua non potevo andare a prendermi una birra perché mi vedevo un coglione con una camicia argentata che faceva ymca e non potevo neanche scegliere di andare in un altro locale perché nell'altro locale c'era lo stesso coglione che continuava a farmi ymca
. È vero che a Cuneo è pieno di fighetti, come tutto il mondo e hanno ragione di vivere anche i fighetti, ma tutto deve essere proporzionato, ci deve essere il locale per il fighetto e ci deve essere il locale per il marcione come Meku, come me ok? Ci deve essere posto per tutti. Adesso c'è un bordello di gente che non c'ha una casa. Io sono andato da Gianluca (Red House) e gli detto: "Allora, porca puttana! Vogliamo dargliela una casa a sta gente?" e lui mi ha detto "Va beh, dai, io qua c'ho il giovedì sera, proviamo a fare il giovedì sera". Il Red House è nato come Biker Club ok? cioé quando io entro là dentro e vedo la bandiera degli Stati Uniti e la Route 66 queste cose qua, dico "Quello è l'immaginario dei Biker" ok? e in un locale così è giusto che ci sia questa roba qua, è fatto per quella roba lì, è nato per quella roba lì.
MEKU: Poi si son persi, però adesso...
STEVE: Si son persi perché, giustamente, la gente deve lavorare e in quel momento lì il trend era quello lì, ma adesso il trend ha rotto i coglioni capisci? Band che fanno quella merda lì e chiedono 800 euro devono starsene a casa ok? Cioé non va bene. Noi puntiamo su band locali che vengono anche per un panino e una birra però che propongo la loro musica, che tirano fuori l'anima, che tirano fuori il sangue, quello che hanno dentro e che facciano rock'n'roll o che facciano punk o che facciano death metal va bene, l'importante è quello cioé quelli dobbiamo valorizzare che son quelli che fino ad adesso son sempre stati ognuno per i cazzi suoi a lamentarsi, a dire "Non c'è un cazzo, minchia, posto di merda". Dobbiamo conoscerci tutti e tirare su una situazione e adesso, fortunatamente, ci sono le basi per fare questa cosa qui. I ragazzi iniziano a conoscersi, compagnie di Peveragno con compagnie di Busca, compagnie di Piasco con gente di Torino, con gente di Pinerolo, con gente di Genova ok? Si conoscono, iniziano, insomma, a creare un movimento che poi, io mi auguro, vada a ingrandirsi, ad andare avanti per conto suo. E questo qua è un momento che, dopo tanti anni, e ti dico ho iniziato a suonare nel '91, nonostante che è un momento di merda, che non ci son soldi, che ci son gli sbirri che ti fanno i controlli e non puoi bere però, per la prima volta, vedo. Cioé per la prima volta vedo che ci son dei ragazzi che ci credono, che han voglia di darsi una mano, le bands sono scese dal piedistallo, non si fanno più la guerra tra di loro, chi è più avanti aiuta chi è più indietro, ci si da una mano tutti insieme, ci si ragiona tutti insieme, ci si scambia informazioni ok? E io mi ci metto per primo. Cioé io dal gruppo di ragazzini che hanno 15 anni e iniziano adesso al gruppo più conosciuto come possono essere gli Anthenora, io li rispetto tutti alla stessa maniera e, anzi, se io posso aiutarli li aiuto, capisci? Perché loro, a loro volta, aiutano me. È questo il messaggio che noi vogliamo far passare, e, fortunatamente, sta passando.

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  • Marco B. dice:
    «Tutto molto bello a parole... ma i fatti?

    Quando i titolari dei locali e gli stessi clienti inizieranno a cambiare mentalità forse si potrà pensare di cambiare qualcosa per la musica sopprimento le cover band ma fino ad allora questa resterà solamente un'utopia...»
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