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Numero di uscita: 42 | mercoledý 9 gennaio 2013

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 Recensione

Concentrato di crust, brutal death metal e grindcore

Albert - Ape Unit
a cura di Maurizio Griglio

L'intento della band Ŕ quello di divertirsi e divertire. E ci riescono
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L'intento della band Ŕ quello di divertirsi e divertire. E ci riescono
LUG 17 2011

Ascoltando questo piccolo (piccolissimo) dischetto degli Ape Unit ad esser sincero mi sono fatto un sacco di risate.
Le sette tracce presenti, per una durata totale di ben 8 minuti, sono un concentrato di crust, brutal death metal e grindcore di stampo prettamente statunitense.
L'intento della band è quello di divertirsi e di divertire, e ci riescono.
Naturalmente un disco di tale genere non può essere recensito su basi tecniche o liriche ma dev'essere preso per quello che è, uno "sfogo" di rabbia e divertimento da parte dei musicisti coinvolti.
Il cd si apre con l'iper crust di "Buttfucking for Benefit" seguita da un paio di brani sulla medesima linea d'urto. Si passa per la graziosa "A slow song for Paolo Bong" (molto divertente l'assonanza del nome) per arrivare alla pietra miliare del disco "Panic in Gerbola", track più squisitamente brutal death.
Il disco finisce presto data la sua brevittà e lascia un ghigno stampato sul mio volto. Era un po' che non mi divertivo così tanto nell'ascoltare duro e puro grindcore.
Divertente e da non prendere troppo sul serio.


Da ascoltare: Panic in Gerbola
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