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Numero di uscita: 42 | mercoledý 9 gennaio 2013

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 Recensione

La filosofia della Sintesi

Sinthesi - Daniele Sciolla
  • 4,5/5 stelle.
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  • 5

a cura di Simone Garro

Ovvero come, nelle giuste dosi, elementi molto dissimili possano dare risultati esaltanti.
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Ovvero come, nelle giuste dosi, elementi molto dissimili possano dare risultati esaltanti.
AGO 22 2012

Sintesi: in generale, composizione, combinazione di parti o elementi che ha per scopo o per risultato di formare un tutto (definizione tratta dal sito www.treccani.it)

Spesso il titolo che l’autore sceglie per il proprio lavoro non è solo un semplice nome, ma racconta molto di quella che è la storia della sua creazione. È il caso ad esempio di “Sinthesi”, opera prima di Daniele Sciolla. L’album, che contiene sei tracce di musica elettronica con un forte orientamento dance, è in effetti il frutto della miscela di elementi differenti, fusi in un prodotto ben definito e coerente.

La stessa formazione dell’artista è in realtà la somma di esperienze molto diverse tra loro.
A partire dagli anni novanta milita in diverse band di Cuneo e dintorni, come chitarrista, bassista e come cantante. In questo periodo suona soprattutto punk, grunge e rock. Comincia quindi gli studi di composizione e di flauto al conservatorio statale Ghedini di Cuneo, quindi a poco più di vent’anni si iscrive anche al centro jazz di Torino. Completa la sua variegata formazione con gli studi di matematica all’Università di Torino, scienza decisamente utile per destreggiarsi nel caotico mondo della programmazione e delle onde sonore.

La preparazione trasversale dell’autore fa di “Sinthesi” un disco curato sotto tutti gli aspetti. I suoni sono molto incisivi, la potenza delle drums e dei synth è trascinante, ciò nonostante ogni singolo strumento rimane perfettamente intellegibile e l’insieme suona nel contempo energico, ma raffinato. Le composizione sono quasi totalmente su ritmi a matrice dance, con armonie per lunghi tratti improntate su pochi accordi con una successione lineare. Gli elementi trascinanti del groove di Sciolla sono cassa e rullante, come nella migliore tradizione della musica “ballabile”, sostenuti da una base di synth molto ritmici, spesso al limite dell’acido, ma sempre perfettamente amalgamati nell’insieme. Ad arricchire il tutto le percussioni elettroniche sono cariche di ritmiche serrate intrecciate come sottofondo per dare movimento ai patterns.
Particolarmente efficace è il connubio tra suoni sintetici e strumenti reali, sempre miscelati con molto gusto; l’abbinamento conferisce una grande profondità ai brani, raggiunta anche grazie ad un mixaggio ed un equalizzazione impeccabili. Agli strumenti classici come chitarra e piano sono spesso affidati gli abbellimenti armonici, che contribuiscono a dare varietà e a rendere interessante il prodotto.

Emblema della bellezza di questo disco è la prima traccia, “Old Room”, dove la voce, campionata e rimontata ad arte, conferisce al pezzo grande orecchiabilità. Il brano è praticamente perfetto e resta subito impresso nella mente; la cadenza dance è impreziosita da numerosi arrangiamenti ritmici, rallentamenti e stop repentini.
Nella seconda traccia, “Ieri”, un sinth distorto e dall'andamento instabile danza su un arpeggiato delicato creando uno splendido contrasto, fino al finale del brano, dove il beat ostinato lascia spazio ad un ritmo più cadenzato, accompagnato da un salendo di suoni molto noise.
Si prosegue con “Square”, uno dei pezzi più danzerecci dell'album, per poi approdare sulle splendide note di “Oggi”, brano nel quale prima si alternano, poi si intrecciano in maniera eccellente synth lead e pad avvolgenti, creando un'ambientazione che per le tinte dark e i suoni lavorati rimanda (con le giuste distanze dovute alla differenza d'intenti) alle colonne sonore del regista Carpenter.
Con “Glide” si ritorna a ballare su ritmi decisamente accesi, mentre nella title track “Sinthesi” Sciolla sembra volersi divertire giocando con i suoni e con i ritmi, cambiando spesso sia la frase principale che i ricchi arrangiamenti armonici che fanno da sfondo.

In conclusione Sciolla ha confezionato un disco che stupisce e conquista per l'altissima qualità sia dei suoni che delle composizioni, abbastanza diretto da poter essere apprezzato fin dal primo ascolto, ma anche ricercato negli arrangiamenti quanto basta per non annoiare anche dopo ascolti ripetuti. Purtroppo il formato ridotto (o meglio “sinthetico”) stile EP (6 tracce per poco più di 25 minuti di musica) lascia un po' inappagati, ma questo è a mio avviso l'unico minuscolo neo di un prodotto davvero eccellente.

Consigli per l'ascolto: da sparare a tutto volume per animare una festa, ma per apprezzare appieno la ricchezza del disco, l'ascolto in cuffia è il più indicato.


Da ascoltare: Old room, Oggi
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